Responsabilità degli amministratori:
cosa rischia chi siede in un Consiglio di Amministrazione

Sedere in un consiglio di amministrazione — anche in posizione non esecutiva, anche con deleghe limitate — non è una carica onorifica. Comporta responsabilità penali precise, che possono manifestarsi anche anni dopo il termine dell’incarico.

Il codice civile e il codice penale delineano un sistema di responsabilità che riguarda non solo l’amministratore delegato, ma l’intero organo gestorio. In determinate circostanze, anche il consigliere privo di deleghe operative può essere chiamato a rispondere di condotte illecite poste in essere dalla società, se non ha esercitato i poteri di vigilanza che la legge gli attribuisce.

 

I principali reati societari

Tra le fattispecie più ricorrenti si segnalano: il falso in bilancio (false comunicazioni sociali), l’infedeltà patrimoniale, l’ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanzae, nei casi più gravi, la bancarotta fraudolenta, che scatta in presenza di una procedura concorsuale e di condotte distrattive o dissipative del patrimonio societario.

Attenzione: la bancarotta fraudolenta si prescrive in tempi lunghi e può essere contestata anche per fatti risalenti a molti anni prima della dichiarazione di fallimento. Non è raro che imprenditori che hanno ceduto la propria azienda si trovino coinvolti in procedimenti relativi alla gestione precedente.

 

Il consigliere “ignaro”: una difesa difficile da sostenere

La giurisprudenza è orientata in senso contrario all’idea che una posizione marginale costituisca un’esimente: il consigliere ha l’obbligo di attivarsi ogni volta che apprenda — o avrebbe dovuto apprendere — di condotte potenzialmente illecite da parte dei colleghi.

La documentazione dei propri voti contrari, delle proprie richieste di informazioni e delle proprie prese di posizione formali all’interno dell’organo è una forma di tutela preventiva che raramente viene curata con la necessaria attenzione.

 

Cosa fare prima che un problema emerga?

Verificare con regolarità i verbali del consiglio e assicurarsi che le proprie posizioni siano correttamente documentate
Non accettare cariche in società di cui non si conosce la situazione patrimoniale e gestionale reale
In caso di segnali di difficoltà finanziaria della società, consultare immediatamente un legale prima di intraprendere qualsiasi azione
Non confondere la gestione della crisi aziendale con la tutela personale: sono due piani distinti che richiedono, talvolta, professionisti distinti