La separazione dopo i cinquant’anni: tutela patrimoniale e insidie da non sottovalutare
La separazione tra coniugi maturi — il cosiddetto “grey divorce”, fenomeno in crescita costante anche in Italia — presenta caratteristiche molto diverse rispetto a quelle delle separazioni precoci. I patrimoni sono più consistenti, le storie economiche più intrecciate, le aspettative di vita ancora lunghe. E le poste in gioco, di conseguenza, molto più alte.
Il regime patrimoniale e le sue sorprese
Molte coppie che si sono sposate in comunione dei beni — il regime legale in assenza di diversa scelta — scoprono soltanto al momento della separazione la reale portata di quella scelta. Beni acquistati individualmente durante il matrimonio, aziende avviate in corso di matrimonio, debiti contratti da uno solo dei coniugi: tutti aspetti che il regime di comunione gestisce in modo che può rivelarsi sorprendente.
La questione dell’assegno di mantenimento
La giurisprudenza italiana sull’assegno di divorzio ha subito significative evoluzioni nell’ultimo decennio. Il principio della “autosufficienza economica” del coniuge richiedente è stato progressivamente temperato da un approccio che tiene conto del contributo prestato da ciascun coniuge alla costruzione del patrimonio comune e alla vita familiare.
Quando entra in gioco il penalista
Le separazioni ad alto contenuto patrimoniale presentano talvolta profili che travalicano il diritto civile. L’occultamento di beni durante il procedimento, la distrazione di denaro dalle casse societarie comuni, la falsificazione di documenti contabili prodotti in giudizio: queste condotte configurano reati penali che il coniuge danneggiato ha strumenti per contestare.